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Cool Stuff 07 Feb 2024
Francesco Grazioso

Sanremo 2024: le pagelle di Soze

"Io credo nella mia cultura e nella mia religione. Per questo io non ho paura di esprimere la mia opinione” cantavano Emanuele Filiberto di Savoia (condoglianze, ndr), Luca Canonici e Pupo a Sanremo 2013.

Tre fragole è la dose che prendo se piango” cantavano Maria Pia & i Superzoo a Sanremo 2003.

Oggi ho un turuturuturu per la testa che fa turuturuturu e non mi passa” cantavano Francesco&Giada a Sanremo 2001.

O ancora “Sugli sugli bane bane tu miscugli le banane, le miscugli in salsa verde chi le mangia nulla perde” cantavano Le figlie del Vento a Sanremo 1973.

Perché non ci sono solo i Jalisse. E gli spunti per far dire al signor Remo “Mamma mia la monnezza che ho fatto” sono molteplici, periodici, annuali. Ma probabilmente il bello è proprio questo e aver mancato l’appuntamento con le pagelle nell’edizione 2023, quella di Splash (Voto 9.5) e dei Colla Zio (Voto 2), mi rattrista tutt’ora, finalmente all’ascolto della sigla dell’eurovisione con la mia cartucciera di Moretti da 66 piena e sonante che mi farà arrivare con il sorriso sulle labbra alle prime luci del mattino, momento nel quale, finalmente, la prima serata sarà più o meno a metà.

Ma bando alle ciance…

Buonasera e benvenuti alla 74ª edizione del Festival di Sanremo! La prima senza di Lui.

Neanche per i miei ormai numerosi compleanni ho mai ricevuto tanti messaggi come lo scorso febbraio quando, mentre io ero cullato dal vento della Florida che arpeggiava le ringhiere americane, il popolo del web notava l’assenza delle pagelle di Soze. Questo e solo questo mi offre la forza per andare avanti; grazie a tutti di cuore ma se volete lasciare una cosa di soldi aggiungo l’IBAN in calce a questi giudizi.

Piccoli veloci promemoria: trenta (30!) canzoni tutte questa sera. Quindi una sola pagella di Soze. Chissà quando si potrà andare a dormire. Maledetto il mondo intero ma soprattutto maledetto Amedeo Umberto Rita Sebastiani. Ah, c’è ancora chi ride per “Dov’è Bugo?”.

Ci siamo, stappo la quarta Moretti e si parte. Buon Festivàl a tutti.

Come sempre i Nota Bene Bene Benissimo:
Tutti i giudizi sono stati sfornati dopo il primo ed unico ascolto della diretta.
La scala di giudizi è al di fuori da un mondo musicale che racchiude anche Beatles, Lucio Dalla e Battisti ed è inserita in un mondo parallelo fatto solamente di questa giornata di festival.

Eccoci.

Giustamente, GIUSTAMENTE, si parte con la Fanfara dei Carabinieri per la quale mi sento di esprimere il MASSIMO RISPETTO (e ci mancherebbe altro!), un’arma che ci protegge e ci fa sentire sempre al sicuro! Se mi leggete, cari Carabinieri: BRAVI! Grazie sempre e comunque per il vostro supporto FONDAMENTALE. Anche se, come per ogni ambiente, anche quando ti fermano ad un posto di blocco, dipende da chi ti Cucchi.

Briciola, il Carabiniere cane: voto 10.
Totale.

“Diamanti grezzi”, Clara: 6
È la Crazy J di “Mare fuori”… e lo sappiamo tutti. Vero…? Lo sappiamo tutti, quindi non c’è bisogno di approfondire. Ha la responsabilità di aprire il Festival per il quale “nulla sarà più come prima”, come dicono i due signori che presentano. Per questo: massimo rispetto. E ho anche sentito sicuramente di peggio. Personalità.

“Finiscimi”, Sangiovanni: 5
Porta sulle spalle il peso di essere il patrono di Cesena (24 giugno, ndr). Ma, soprattutto, di non portare inganni. Infatti nessun inganno, come sempre quando canta io non capisco nulla.

(Curiosità: volevo fare una battuta su San Giovanni-San Remo, ma San Remo è un santo che non esiste. È solo il nome di una località marittima in cui organizzano un concorso canoro e il cui patrono è San Romolo. Che forte!)

“Mariposa”, Fiorella Mannoia: 6,5
Fiorella, che non ha nulla a che fare con il popolare showman che Amadeus si porta appresso da cinque anni, ti devo chiedere scusa. Avevo già pronto il commento: “Senza perder tempo: Mannoia con Mariposa m’annoia ma riposa”; invece porta a casa il risultato nonostante si sia vestita da signorina Silvani.

Zlatan Ibrahimovic, mi ha fatto sorridere. Simpatico: 51 (;D)

“Autodistruttivo”, La Sad: 3 (a malincuore)
Il fine è nobilissimo. Ma solo quello. Aggiungo solo una cosa: io pensavo avessero 19 anni. Invece: 33, 24, 36.

(Momenti di relax con il buon Marco Mengoni che mi ricorda quanto tempo mi servirebbe per fare queste pagelle conservando la sanità mentale: due vite.)

Poltrone&Sofà: 0

“Tu no”, Irama: 3
Ci si sono messi in cinque per scrivere “tu no”. Che poi è la risposta che danno a Irama quando chiede: “chi vince il Festival quest’anno?”. Speriamo.

“Casa mia”, Ghali: 6,5
La prima canzone che mi fa battere il piede a tempo senza accorgermene, anche se ho aspettato fino all’ultimo secondo di vedere quella “creatura” sul palco in un balletto di Men in Blackiana memoria. Ennesima delusione.

“Ricominciamo tutto”, Negramaro: 2-
Come già citato in una delle scorse pagelle, con Giulianone nazionale ho fatto una delle più grosse figuracce della storia mondiale. Eravamo faccia a faccia, a 2 cm l’uno dall’altro. Lui mi parlava sorridendo, io non capivo e sorridevo. Lui si avvicinava, 1cm, e ripeteva; io non capivo. “Ricominciamo tutto” avrei voluto dirgli, sia in quell’occasione che questa sera. Sorridendo.

“Sinceramente”, Annalisa: 6,5
Ho sempre avuto la sensazione che la carriera di Annalisa fosse composta da una lunghissima canzone sempre uguale nella quale cambiava giusto il testo ogni tanto (o ogni Sanremo). Ma da “Bellissima” in poi, o non so quando quando quando quando quando, ha cambiato qualcosa. È una nuova lunghissima canzone ma più carica. E divertente. O è tutto il resto che è peggiorato. Sinceramente non lo so ma sinceramente me la canticchio.

“Tuta gold”, Mahmood: 6
Sono troppo concentrato nel cercare di capire chi si stia esibendo perché Mahmood non era così dai. Non è lui, non può essere. Sembra una puntata di Tale&Quale show in cui uno, molto bravo per carità, interpreta Mahmood. Però bella per Alessandro che alla domanda “ma come fai ad essere sempre così carico?” risponde: “Mah, mood”.

“Ti muovi”, Diodato: 6
Giudizio al look (scegliete voi):
•Uno che in una scuola media di Rozzano avrebbero menato dopo 8 minuti del primo giorno di scuola
•Un parroco 2.0 che fa vedere ai fedeli video dei Simpson durante l’omelia e al quale Studio Aperto dedica un servizio con sotto una canzone di Jovanotti perché fa tanto “giovane”
•Uno dei Beatles se fossero stati di Aosta

In ogni caso, sicuramente uno di quelli che spicca sempre per qualità, anche se non la riascolterò mai nella mia vita.

(Mentre canta Lazza, che voglio evitare come il Covid nell’autunno del 2020, e viene omaggiato Toto Cutugno, personaggio secondario della Melevisione che saluto con il cuore stretto in una mano, mi rendo conto che mancano VENTI, 20, venti canzoni. Sono le 23.)

“Pazza”, Loredana Bertè: 7
Partendo dal presupposto che anche se uscisse sul palco insultando i miei parenti dopo aver detto l’alfabeto con i rutti prenderebbe 6, è sempre la più rock di tutte e tutti. 73 anni, eh.

“I p’ me, tu p’ te”, Geolier: 4
Viene spontanea una domanda: “Eh?!?!”. 
3 voti in più un po’ perché la sentiremo tantissimo (purtroppo) e un po’ perché ho paura.

“Fino a qui”, Alessandra Amoroso: 5
La notizia più sconvolgente della serata arriva alle 23.23: Alessandra Amoroso è alla prima partecipazione. Se me l’avessero chiesto avrei affermato con sicurezza di averla vista in gara dalle 32 alle 35 volte. E sempre sul podio. Invece probabilmente la confondo con: Emma Marrone, la prima Annalisa, Noemi, Chiara Galiazzo, Malika Ayane, Valerio Scanu, Michele Zarrillo, il sindaco di Sanremo, la sposa di Chucky, ecc. Questa tra i fan della Pausini rischia di andare forte e piazzarsi sul podio.

(23.35. C’è Tedua. CROCIFIGETTEMI che tanto a giugno faccio 33 anni e scriveranno le mie avventure.)

“Un ragazzo una ragazza”, The Kolors: 7
Torniamo a Tale&Quale Show e troviamo i Jackal che interpretano i Kolors. E come tutto quello che fanno i Jackal viene bene.

("Siamo a metà", dicono i presentatori. "Stiamo andando veloci", dicono i presentatori.)

“La noia”, Angelina Mango: 7
Nonostante ci sia tutto l’occorrente per creare un divario irraggiungibile con i miei gusti, devo dire che Angelina mi ha risvegliato dal torpore dandomi la possibilità di sfoggiare un balletto pelvico come i poliziotti su “Cuban Pete” in The Mask.

(Pubblicità + TG1 + Magnifico show di Marco Mengoni = mi prendo a schiaffi sulla faccia per tenermi sveglio. Schiaffi forti.)

(Spot di baci in Liguria = linguine al pesto. Passatemela, non ne posso più.)

“Capolavoro”, Il Volo: …
Ho sempre avuto drammatici pregiudizi su questi tre ragazzi, criticandoli sotto ogni punto di vista, arrivando al punto di odiarli quando vinsero il Festival del 2015 con una canzone tremenda. Quando ho scoperto che avrebbero partecipato anche quest’anno ho storto il naso, sicuro che avrebbero offerto un nuovo spettacolo discutibile ma ho cercato di stoppare qualsiasi pensiero negativo, perché sono un adulto e le cose voglio giudicarle dopo averle vissute. E ho sbagliato. Non li voglio mai più sentire nella mia vita.

“La rabbia non ti basta”, BigMama: 6,5
Se la gode, è carica e felice e sono così felice per lei. E un po’ la invidio: sono le 00.18 e scrivo dalle 20.30.

“Ma non tutta la vita”, Ricchi e Poveri: 6,5
Ma perché quel fiocco? Ma quanto si sono divertiti anche loro? E anche qui: 77 e 76 anni così carichi a mezzanotte e mezza mentre io facevo il remake de “La Mummia” sul divano. A questo punto però per il prossimo anno aspetto anche Renzo&Luana. 

“Apnea”, Emma: 6,5
Dopo la mezzanotte qualsiasi cosa possa creare un po’ di vita e movimento mi piace. Accontentarsi di poco: è forse questo il segreto di una vita serena. Accontentarsi di poco e restare in bilico tra sonno e veglia sorseggiando birrette. In apnea.

“Pazzo di te”, Renga Nek: 4,5
Vogliono fare i Colapesce&Dimartino. Però l’aggiornamento per signore e signori che amano le serate di piano bar a Valverde di Cesenatico. E ci riescono benissimo. Purtroppo per loro non sono una signora, non frequento i piano bar di Valverde. Sto giusto lavorando sull’essere un “signore” ma ancora cerco di ingannare il tempo.

“Due altalene”, Mr.Rain: 5
La vedo già nei filmini dei matrimoni con la metà degli invitati che si gira verso il proprio vicino a chiedere sottovoce: “di chi è questa canzone?”, con gli occhi un po’ strizzati e la faccia tirata. E il vicino pronto a fare: “ssh!” con il dito davanti alla bocca, non tanto per godersi le immagini ma perché non ne ha idea.

“Governo Punk”, Bnkr44: 1
Come l’ora. Sarà quello.

“Tutto qui”, Gazzelle: 6-
Il voto è perché forse su Spotify o in radio sarà anche un ascolto piacevole ma all’1.03 sega un po’ le gambe. Scusami Gazzelle.

“Onda alta”, Dargen D’Amico: 7,5
Nonostante il casino per l'ascolto basso in cuffia o non so, si porta a casa la performance. E mi è molto simpatico, purtroppo. E vorrei quegli orsacchiotti in ogni mio abito. E cita Malta nell’unica puntata in cui non c’è La Valletta.

“Click boom!”, Rose Villain: 5,5
Con un titolo così mi aspettavo una bomba, una mitragliata come vorrebbe la tradizione dettata dalla sua frequentazione New Yorkese. Ma forse ha lasciato Rose Villain a casa e ha mandato Rosa Luini (suo vero nome, ndr).

“L’amore in bocca”, Santi Francesi: 5
Io vi chiedo scusa ma non so più cosa dire.

(1.25 AM. Crisi totale.)

“Il cielo non ci vuole”, Fred De Palma: 5+
Ho i sensi che non collaborano più: l’udito non è collegato al cervello e continua a sentire la stessa canzone, da tutta la sera, da anni, forse da sempre. Gli occhi invece vedono una persona felice di quello che sta facendo. Quindi non posso che dare il voto con cui i/le miei/mie professori/professoresse credevano di incoraggiarmi.

“Spettacolare”, Maninni: 4
Io credo che questa canzone sia stata in gara almeno altre cinque volte.

“Vai!”, Alfa: 6
Ho l’impressione che se fosse stata in scaletta tra le prime dieci l’avrei apprezzata molto di più. Invece  è l’1.45.

“Fragili”, Il Tre: 6
“Scusate se vi ho tenuto qua fino a quest’ora. Buonanotte o buongiorno”, solo per questo si merita la sufficienza. Per il resto ha fatto il suo.  

Marco Mengoni: 8,5.
Citazione di Anna Marchesini molto bella. Cartelli molto belli. Migliore in campo per distacco.

Fiorello: 7,5.
La gag dell’intelligenza artificiale molto bella. Per il resto “Cmd + C e Cmd + V”.

Amadeus: s.v.
La sua fede nell’Inter: bella, la scelta di proporre una scaletta che rievochi "La storia infinita": meno bella.

Tra ospiti e presentatori, rappresentanza femminile… pochina. Ma forse non c’è stato il tempo.

Pochine anche le canzoni che avrei voglia di riascoltare a fine puntata. Ma forse varrebbe anche se fossero state presentate questa sera “Summer on a solitary beach”, “Bohemian Rhapsody” e “Disperato erotico stop”. Una fatica immane. La testa mi fa turuturuturu e non mi passa.

E forse capisco perché sono nato nel 1991, proprio mentre venivano sfornati versi che oggi più che mai mi descrivono e mi fanno interrogare se davvero valga la pena di essere su questa terra o di essere nato come essere umano o di essere stato sveglio fino alle 2 e passa.

Perché lo fai, disperato ragazzo mio? Perché ti sdrai come un angelo in agonia? Perché ti fai del male? Perché ce l'hai con te? Perché lo fai e il domani diventa mai? Per te, per me, per noi.
Perché lo fai, 1991. Marco Masini, vincitore della 54ª edizione.

Si stava meglio in Florida inondato di messaggi e sensi di colpa.

Ringrazio Susi, Diego e Ipa senza le/i quali mi sarei addormentato quasi subito e avrei avuto meno spunti. All’anno prossimo. Forse. Ma mi sa di no.

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