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Cool Stuff 03 Mar 2021
Francesco Grazioso

Sanremo: le pagelle di Soze – Iª parte

“Buonasera e benvenuti alla 71ª edizione del Festival di Sanremo!”

Il mio sogno è, da sempre, presentare l’immortale estratto di italianità che è il Festival di Sanremo e quest’anno, per la prima volta, possono pronunciare questa frase a pieni polmoni spalancando le braccia, ottenendo la stessa risposta in termini di pubblico di Amadeus e Fiorello: zero.

Certo, mi mancano gli applausi registrati in sottofondo ma non sono sicuro che sia una cosa a mio discapito.

Non credo sia necessario sottolineare la prima edizione della storia senza pubblico e tutta la tiritera che ha preceduto la kermesse (“kermesse”, personalmente, una delle mie parole preferite, esattamente come “culo” pronunciata più volte dai conduttori nei primi minuti di diretta facendomi iniziare a scodinzolare come un matto, ipotizzando una conduzione senza freni, finendo poi per ricredermi) e possiamo incominciare a spron battuto con le pagelle della prima, infinita, puntata… che tanto i cappelli introduttivi non fregano nulla a nessuno.

Aprono la gara i giovani (voti in fondo) e, a seguire, l’ospite Diodato (7), la cui canzone, posso dire senza timore di smentita, potrebbe vincere tranquillamente il festival.

N. B.: tutti i giudizi sono stati sfornati dopo il primo ed unico ascolto della diretta.

N. Benissimo: la scala di giudizi è al di fuori da un mondo musicale che racchiude anche Beatles, Lucio Dalla e Battisti ed è inserita in un mondo parallelo fatto solamente di questa giornata di festival.

Partiamo.

Arisa, “Potevi fare di più”: 4

Io ci ho provato, lo giuro, a fare finta di niente nel leggere quel “G. D’Alessio” tra gli autori ascoltando la canzone e a non pensare al cattivo di “Mucca e Pollo” guardando l’outfit della brava Rosalba ma tutto è risultato vano e faticoso. Rimane il facile commento che “potevi fare di più” possa essere il giudizio all’autore.

Colapesce e Dimartino, “Musica leggerissima”: 8,5

Va bene, probabilmente in questo voto premio tutta la loro discografia ascoltata nel mio periodo bolognese, ma trattare questo periodo storico senza citare “pandemia”, “movida”, “covid”, “variante, “ceppo”, “tampone”, ecc. vale la stellina di MVP che ho incastrato nelle loro bellissime giacche che vorrei fossero regalatemi. Pattinatrice e coreografia finale sono una chicca in più.

Aiello, “Ora”: 5

Peccato, perché la canzone non è brutta. Ma sembra come quando al liceo fondi la tua prima band, cerchi disperatamente un cantante e un membro se ne viene fuori con: “beh, se volete c’è mio cugino che ogni tanto canta” e allora arriva il cugino che alle prime prove si mette ad un urlare con un matto e tutti lo guardano allibiti e nessuno ha il coraggio di dirgli: “guarda, sei bravo eh… ma prova a farla normale adesso”.

Zlatan Ibrahimovic: 0

Dopo le vette toccate da giocatore dell’Inter (10) per me non è più esistito. Però, devo dire, che “più giù di così c’è solo da scavare”. Vera rappresentazione della mentalità italiana di fare spettacolo.

Francesca Michielin e Fedez, “Chiamami per nome”: 6

Io all’esame di maturità pensavo di aver battuto moltissimi record di “tensione” ma il buon Federico mi dimostra che si può andare sempre oltre, superando i nostri limiti. Chissà quanto gli stavano sudando le mani, ma al papà del mio figlioccio Leone perdono tutto. Poi c’è la Michielin che non sembra la Michielin ma è pur sempre la Michielin ed è bravissima con un pezzo che probabilmente ci porteremo dietro fino all’estate.

Loredana Bertè: 10 e lode

Distrugge tutti in un secondo. Ma poi, immaginate di averla come zia al pranzo di Natale. Che spettacolo.

Max Gazzè, “Il farmacista”: 8,5

Sesta presenza al Festival e non ne ha mai sbagliato uno, entra vestito da Leonardo Da Vinci, il brano parte con una citazione da Frankenstein Junior… già questo è un buon punto di partenza. Poi la canzone è bella e simpatica e ha una quantità di parole che potrebbe riempire i testi delle ultime dieci edizioni di Sanremo. Certo, ringrazio il fatto di avere avuto il testo da leggere sotto perché se no non avrei capito nulla.

Noemi, “Glicine”: 4

Mi ha lasciato abbastanza indifferente. Mi sembra solo che avesse già partecipato a Sanremo con questa canzone.

Achille Lauro: 8 con riserva

In tre anni ha rivoluzionato il concetto “italiano” di performance (ed è tutto un dire) portando pensieri rivoluzionari sul palco più conservatore che ci sia (niente da dire). Però, secondo me, era tutto registrato e… boh, peccato.

Madame, “Voce”: 7,5

Faccio sempre un po’ fatica a seguire il vocabolario ThaSupremese di voiggiovani ma, come prima, ringrazio il cielo di avere avuto il testo sotto. In ogni caso una boccata d’aria fresca… però occhio che quei piedi scalzi lì ad inizio marzo ti ammali.

Måneskin, “Zitti e buoni”: 7

Fateci caso, in moltissime canzoni Damiano “presenta” cose e situazioni, anche qui: “e buonasera signore e signori, fuori gli attori”. A parte questo piccolo mio problema personale che, a livello vocale, mi fa sembrare di ascoltare sempre la stessa canzone, c’è da dire che live, inseriti in questo contesto dormiente, sono sempre una bella sveglia.

Ghemon, “Momento perfetto”: 5,5

Ed ecco Dylan Dog. Mi sta troppo simpatico ma la canzone proprio non mi ha preso. Non mi va di argomentare più di tanto e aspetto di ascoltare la canzone registrata.

Coma_Cose, “Fiamme negli occhi”: 7,5

Vittorio Cosma come maestro esclude già un’insufficienza: una regola che, visto che veniva applicata a moltissimi miei ex compagni di classe e mai a me, non vedo perché non possa essere applicata qui, in questo mio spazio libero e personale. Francesca era tesa come la morte ma piano piano carbura e viene fuori la solita bella, fresca canzunciell’ firmata Coma_Cose.

Annalisa, “Dieci”: 4,5

Carino l’omaggio ad Alessandro Borghese. Però… a me dispiace, ammetto da subito che è un mio limite: io la confondo con altre 32 cantanti e mi sembra che canti sempre la stessa canzone. Un’unica, lunghissima, canzone.

(Diodato che rientra alle 00.52. E il “dato” di Diodato sgomita per lasciare spazio ad altro. Soze, voto 9,5: resiste anche a quest’ora con la penna in mano per prendere appunti.)

Francesco Renga, “Quando trovo te”: 4

Tra gli autori leggo “R. Casalino”… ma davvero? Anche qui!? Sarà l’orario, sarà che mi sembra di sentire già la sigla di “Uno mattina” nell’aria ma anche per il nostro caro Francesco vale il commento precedente: un’unica, lunghissima, spalancata, riccia canzone.

Fasma, “Parlami”: 6

Ogni volta che sento l’autotune così accentuato mi prende molto male, cavolo, se canto io secondo me potresti farcela anche tu, Tiberio Fazioli (ho capito perché hai scelto un nome d’arte). Però, almeno, c’è un po’ di scrittura.

Matilda De Angelis: 10

Spazza via tutti i co-conduttori della storia. Sa fare tutto. Brava, bella e brava.

Banda militare della polizia di stato: 0

Ma perché?

Chi dopo un anno fa ancora battute su Bugo - Morgan: 0

Giovani:

Gaudiano, "Polvere da sparo":6. Non riesco a non pensare a Claudiano.

Elena Faggi, "Che ne so": 6. Solo perché è di Forlì.

Avincola, "Goal!": 7. Grande Super Mario Avincola.

Folcast, "Scopriti": 4,5. Boh.

Ed eccoci alla fine della prima puntata. Fuori albeggia, gli uccellini cantano ed è ora di andare al lavoro.

Ovviamente la classifica ufficiale è l'esatto opposto della mia, ma pazienza, in un mondo così sono contento di essere minoranza.

Non riesco a capire, però, cosa mi abbia portato a seguire tutta la puntata con questa attenzione e cosa mi spinga a non vedere l’ora che inizi la seconda per rifarlo.

Ma alla fine sono un italiano medio e noi italiani siamo fatti così: “un Paese di canzonette mentre fuori c’è la morte”.

A domani con la seconda parte.